la_scuolaProgrammaarticoliappuntamentiimmagini contatti

La scuola  top



A CHI E’ RIVOLTO?

Il corso è rivolto a tutti i professionisti che operano nell’ambito della salute psico/fisica e del ben-essere, o nell’ambito educativo, oppure a chiunque desideri acquisire competenze professionali innovative, per intraprendere una nuova attività, ed abbia un diploma di scuola superiore.

DURATA

Il corso base ha la durata di 3 anni, più un anno di tirocinio e supervisione per chi desidera operare professionalmente, a partire da Gennaio 2012 per un totale di 1200 ore minimo (300 ore all’anno). Suddivise in 9 week-end all’anno (sabato e domenica) + un seminario residenziale annuo, più attività di gruppo e di consulenza individuali.

QUALIFICHE

L’operatore integrativo, completato il ciclo di studi e gli esami del 3° anno potrà richiedere l’iscrizione alla F.A.I.P. – Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia e Counseling - Dopo il 4° anno potrà richiedere l’iscrizione alla FENNAP – Federazione Nazionale Naturopati professionali.

DOCENTI

I docenti sono professionisti che operano o collaborano da anni con il Centro di Salute Integrata di Udine, o esterni selezionati per le elevate competenze specifiche.
Direttore didattico: Gianluigi Giacconi – Psicologo, Counselor, Naturopata H.Q.I.
Cristina Cubesi: responsabile sez. Young & Family – Counselor, psicomotricistaSCARICA CURRICULUM
Fabrizia Iervese: Psy Doct, in Psycology H.Q.I. – Counselor e formatrice aziendale.SCARICA CURRICULUM
Luca Casale: Musicoterapeuta – Naturopata H.Q.I.SCARICA CURRICULUM
Ilaria Forte: Medico – Naturopata H.Q.I.SCARICA CURRICULUM
Norma Riso: Laureata in Psicologia – Naturopata H.Q.I.SCARICA CURRICULUM
Giuliana Cossettini: Naturopata H.Q.I. esperta di nutrizione e Kinesiologia.SCARICA CURRICULUM
Marialuisa Castelletti: AromaterapeutaSCARICA CURRICULUM









Programma di Studio  top



SCARICA PROGRAMMA 1° ANNO
SCARICA CORSI INTEGRATIVI SCUOLA ISP
SCARICA CORSI INTEGRATIVI SCUOLA SUN

IL PIANO ORGANICO - L’EUCITOTROFISMO

L’EUCITOTROFISMO

Lo sviluppo della positività sul piano organico: salute e ben-essere del corpo – vitalità – longevità – efficienza fisiologica – elasticità; si basa sull’EU-CITO-TROFISMO, cioè sulla comprensione dei principi di base del corretto nutrimento e della rigenerazione delle cellule del nostro corpo, partendo dal presupposto che ciò dipende dalla qualità e quantità dei nutrienti che il corpo assume su tutti i piani e dalla sua capacità di eliminazione delle tossine e degli scarti metabolici nocivi. Il corpo umano se messo nelle condizioni naturali di equilibrio è naturalmente portato alla salute, alla guarigione, a funzionare correttamente. In quest’ottica la malattia o la sofferenza non sono viste come un nemico da combattere, ma un dono, un segnale, un’informazione da parte del corpo/mente di una condizione di disequilibrio e di non allineamento con ciò che siamo e che dobbiamo diventare. Una vera occasione per ri-guardarsi in tutti i sensi e per favorire così i processi spontanei di riequilibrio ed autoguarigione. L’eucitotrofismo orientato all’eucitotrofogenesi (generazione di cellule sane e ben nutrite) si basa sullo studio dei nutrienti essenziali che il corpo umano e le sue cellule utilizzano per vivere = IL CIBO, L’ARIA, L’ACQUA, LA LUCE, IL SUONO, IL MOVIMENTO, IL RIPOSO, LA BIO-ENERGIA. Un altro aspetto fondamentale della positività sul piano organico è legato allo studio ed alla comprensione dei collegamenti funzionali tra soma e psiche, tra pensieri, ed emozioni e le reazioni fisiologiche del sistema nervoso – endocrino – immunitario e cardiocircolatorio, ed i sistemi respiratorio e digestivo.

LA FISIOLOGIA DELLA SALUTE

IL CIBO: “Fate che il cibo sia la vostra principale medicina” (Ippocrate)
Nel progetto formativo dell’operatore una parte rilevante della formazione è dedicata alla scienza della corretta alimentazione individuale bioelettricamente bilanciata, allo studio dei principi della nutrizione naturale e della nutriceutica, delle più salutari combinazioni alimentari e dei metodi di cottura e conservazione dei cibi, per non deteriorare il loro valore nutritivo ed energetico. Viene approfondito il rapporto tra cibo ed emozioni e come minerali, oligoelementi, enzimi e vitamine possono essere integrati alla quotidiana alimentazione per favorire salute e ben-essere di soma e psiche. Nell’ambito della nutriceutica inoltre verranno insegnati i principi della fito e della floriterapia e la loro applicazione.

L’ACQUA:è il principale costituente del nostro corpo (circa il 75% del peso corporeo) quindi per la nostra salute e nei processi di detossificazione e depurazione la quantità e la qualità dell’acqua che beviamo è fondamentale. Le cure idropiniche adeguate favoriscono: una corretta idratazione cellulare, lo scioglimento dei residui acidi e delle tossine depositate nei tessuti e quindi un ripristino dell’equilibrio acido/base nel corpo, un’azione antiossidante ed antibatterica, una regolarizzazione delle funzioni intestinali, un migliore assorbimento dei nutrienti presenti nel circolo ematico, con aumento dell’energia vitale, il miglioramento delle funzioni renali ed immunitarie in generale e l’utilizzo dell’enorme potere informativo dell’acqua, attraverso la sua memoria. Le cellule del nostro corpo sono tanto sane quanto i fluidi in cui sono immerse.

L’ARIA E LA RESPIRAZIONE:Il nucleo centrale degli strumenti operativi che si apprendono alla scuola, sono le tecniche di respirazione consapevole terapeutica La qualità del funzionamento di tutte le cellule del corpo ed in particolare quelle del cervello, è profondamente legato alla qualità della nostra respirazione ed alla quantità di aria che immettiamo ed espiriamo dai nostri polmoni. Questa sezione formativa si occuperà di: Studio della fisiologia della respirazione umana esterna ed interna – cellulare, e delle connessioni tra i polmoni e gli altri organi; respirazione e sangue; respirazione ed energia del corpo; respirazione ed influenze sul piano psico-emotivo; studio e correzione dei meccanismi disfunzionali di inspiro ed espiro e comprensione delle cause che li originano. Sblocco delle rigidità respiratorie, delle tensioni del diaframma e della muscolatura respiratoria. La respirazione ritmica e quella circolare. Conoscenze di tecniche abbinante a ritmi, posture e movimenti, provenienti da diverse scuole: antiche e moderne, orientali ed occidentali. Applicazione delle tecniche respiratorie alle principali problematiche fisiche e psichiche, ed al potenziamento delle risorse individuali

MOVIMENTO E RIPOSO:La salute ed il benessere psicofisici sono profondamente influenzati dal corretto equilibrio fra attività e riposo - fra fasi di veglia e di sonno -. La qualità e la quantità del sonno, la capacità di sapersi rilassare per recuperare energie e scaricare tensioni attraverso posture e movimenti adeguati alle necessità individuali sono un’altra area di indagine e di intervento del metodo. Vengono studiate antiche e moderne tecniche di rilassamento profondo, di scaricamento neuromuscolare e di potenziamento dell’apparato cardiocircolatorio attraverso il movimento, il gioco e la respirazione abbinata a specifiche posture ed attività ad approccio corporeo, per favorire l’elasticità osteoarticolare, l’espressione emotiva, l’autocontrollo e il riequilibrio bioenergetico e aumentare la propria presenza e consapevolezza nel corpo. L SUONO E LA VOCE Come fare emergere la propria interiorità, sciogliere i blocchi emotivi ed energetici, rilassarci profondamente, regolarizzare le attività e le onde celebrali favorendone la coerenza, attraverso le vibrazioni sonore interne autogene e quelle esterne. Il potere della voce umana e della musicoterapia abbinato alle tecniche respiratorie. Il principio della risonanza e lo studio dei ritmi biologici. Il potere del suono e della voce nella cura delle persone è noto in molte tradizioni antiche sia in Oriente che in Occidente.

IL SUONO E LA VOCE:Come fare emergere la propria interiorità, sciogliere i blocchi emotivi ed energetici, rilassarci profondamente, regolarizzare le attività e le onde celebrali favorendone la coerenza, attraverso le vibrazioni sonore interne autogene e quelle esterne. Il potere della voce umana e della musicoterapia abbinato alle tecniche respiratorie. Il principio della risonanza e lo studio dei ritmi biologici. Il potere del suono e della voce nella cura delle persone è noto in molte tradizioni antiche sia in Oriente che in Occidente.

LA LUCE ED I COLORI:Un aspetto importante nella metodologia integrativa è il cromo trofismo, cioè la capacità di informare e nutrire le cellule attraverso l’esposizione a fonti luminose colorate, in abbinamento alle tecniche respiratorie. Il nostro corpo assorbe costantemente le frequenze luminose, le rielabora e le trasmette (biofotoni); anche i colori del cibo che mangiamo influenzano il nostro corpo. Nella scuola si studia la funzione e l’applicazione di ogni singolo colore in base alle necessità individuali.

LA BIOENERGIA E IL PIANO ENERGO-VIBRAZIONALE :Cos’è la bioenergia? Come viene influenzata dai processi interiori (pensieri/emozioni) e da quelli esterni? Come si fa schermarsi ed ad eliminare le energie negative? Come si può ricaricare velocemente, e rivitalizzare il nostro organismo ed il nostro sistema nervoso? L’energia vitale non è un concetto astratto e indefinito, oggi diversi studi e conoscenze all’avanguardia e gli antichi sistemi di comprensione dei circuiti energetici del corpo, consentono di comprendere e migliorare l’aspetto energetico dell’Essere Umano. Gli interventi di riequilibrio sul piano energo/vibrazionale rappresentano il futuro, la nuova frontiera diagnostica e terapeutica delle medicine alternative.

IL PIANO PSICO/EMOZIONALE

L’ EUPSICOTROFISMO E LA PSICOLOGIA INTEGRATIVA. Non è tanto ciò che entra ma ciò che esce dal nostro corpo che ha il potere di distruggerci o di elevarci, ci ricordano i Vangeli. Come per il cibo anche pensieri ed emozioni hanno il potere di nutrirci positivamente o di intossicarci. L’ EU-PSICO-TROFISMO, si basa sulla ricerca del corretto nutrimento sul piano psicologico, sulla comprensione dei processi interiori che alimentano: positività – efficienza e motivazione – autostima - e che favoriscono la creazione intenzionale per consentirci di realizzare i nostri obiettivi, i nostri sogni e manifestare i nostri talenti, è un altro aspetto centrale del progetto formativo della nostra scuola. Vengono studiati ed approfonditi: il potere dell’immaginazione e della visualizzazione creativa – la capacità di sapere dialogare con l’inconscio e comprenderne il linguaggio-sogni ed archetipi – basi della psicologia cognitiva e della ristrutturazione – memoria e apprendimento – lo sviluppo della creatività e dell’intuizione – la legge dell’attrazione – autostima e fiducia in se stessi e negli altri – il potere delle affermazioni e del pensiero positivo – il mondo dei valori, allinearsi alla propria etica personale per effettuare scelte ecologiche – ridurre i conflitti interiori e favorire la pace e l’amore incondizionati. Un altro aspetto importante della Psicologia Integrativa è legato allo studio della personalità e della struttura essenziale dell’Essere Umano. I centri : istintivo – motorio – emozionale – intellettuale e quello della coscienza individuali; nelle loro funzioni involute/nevrotiche ed in quelle evolute e positive, per favorire lo sviluppo di un SE’ sano, integrato e realizzato. Verranno fornite le basi di Psicologia generale e dello sviluppo..

L’INTELLIGENZA EMOZIONALE :Comprendere, amare e gestire positivamente le nostre emozioni e quelle degli altri, è una via che conduce alla felicità e all’autorealizzazione. La struttura emozionale integrata: umori – passioni - stati d’animo - emozioni parassite e sentimenti – conoscere e guarire la sofferenza emotiva – come alleggerire il nostro cuore da: colpa, vergogna, paura, ansia, irritazione, dispiaceri, rancori, e tutto ciò che alimenta la negatività emozionale -. Le basi della positività emozionale e lo sviluppo delle qualità del cuore -. L’amore che guarisce: eros – agape – sophia – filia, motivazione, demotivazione, automotivazione. Le Emozioni e il corpo, le emozioni e i pensieri e le influenze reciproche. La felicità condizionata e quella incondizionata – educare le persone alla felicità -. Emotività e relazioni interpersonali: espressione – repressione – conflitti – risoluzione. L’integrazione somato/psichica

COSCIENZA E CONSAPEVOLEZZA DI SE’ :Un altro aspetto importante della Psicologia Integrativa riguarda il piano di espansione della coscienza e della consapevolezza di sé. Come allenare l’osservazione e la presenza a sé stessi, attenzione, intenzione, dedicazione consapevoli: agire deliberatamente, i 12 sensi, tecniche di meditazione statiche e dinamiche mind fullness: creare il vuoto ed il silenzio per essere riempiti. La sensibilità psichica, l’intuito e la coscienza etica- Basi di psicologia trans-personale. L’importanza dell’assenza di giudizio- Sperimentare l’io sono, senza definizioni.

IL PIANO DELLE RELAZIONI

Studio delle relazioni pubbliche, sociali, intime, familiari, affettive, professionali e specifiche della relazione d’aiuto. I principi e le tecniche della comunicazione efficace. Il ruolo dell’OPERATORE. L’arte di essere empatici, comprendere ed usare il linguaggio dell’altro a livello verbale e non verbale. L’ascolto attivo – la gestione costruttiva dei conflitti e dei disaccordi, la negoziazione. Le chiavi della motivazione, facilitare i cambiamenti ed il problem solving. Etica e deontologia della consulenza. Parlare in pubblico.

MARKETING MANAGEMENT: Organizzazione, gestione, programmazione e promozione delle proprie attività. La gestione del tempo. Il setting, l’agenda. La vision e la mission – un sogno da realizzare – La gestione finalizzata agli obiettivi.

SEZIONE YOUNG & FAMILY

OPERATORE INTEGRATIVO: ADULTI ED ORGANIZZAZIONI: L’obiettivo è quello di formare un operatore completo in grado di operare su singoli o gruppi di adulti, anche all’interno di organizzazioni scolastiche, sportive e professionali, come promotore e facilitatore della positività globale, ricercatore e potenziatore delle risorse umane, gestore di processi e strumenti orientati al miglioramento del rendimento psico/fisico per la realizzazione dei propri scopi ed obiettivi.

OPERATORE YOUNG & FAMILY: SETTORE EDUCATIVO : All’interno del percorso di formazione per operatori integrativi si è voluto creare una sezione che, ispirandosi ai principi del progetto integrativo di promozione della positività globale, permette di approfondire l’utilizzo delle conoscenze e degli strumenti più adatti a lavorare in ottica educazionale con bambini, fin dalla prima infanzia arrivando agli adolescenti, e con le loro famiglie, al fine di offrire consulenza ai genitori ed agli insegnanti come counselor naturopatico, con gli stessi titoli riconosciuti all’ operatore integrativo, ma con un percorso didattico e formativo specifico e differenziato, specialmente su un piano pratico ed esperienziale.

L’ ATTIVITA’ FORMATIVA

PIANO DI STUDI (BASE) 300H ANNUALI : La scuola triennale prevede un iter studiorum così definito: 9 week-end di lezioni dirette con work-shop esperienziali, teorici e pratici, di circa 16h l’uno – ogni anno = 150h – il sabato e la domenica Al primo anno: Seminar base di Integrazione somato/psichica + riunione nuovi + 1 rifrequenza – 60h circa. Seminar base di comunicazione ed automotivazione SUN1. Residenziale di 7 giorni + riunione nuovi – x circa 90h. Studio indipendente con supervisione e preparazione di una tesina su un argomento trattato nel corso dell’anno per l’esame di abilitazione al passaggio al 2°anno – 30h. Al secondo anno: 9 week-end di lezioni dirette, 150 h, almeno 1 rifrequenza I.S.P in assistenza – 20h. Seminario residenziale di 6 giorni SUN2 + riunione nuovi – 80h. Studio indipendente con supervisione e preparazione di una tesina su un argomento trattato nel corso dell’anno per l’esame di abilitazione al passaggio al 3°anno – 30h. Al terzo anno: 9 week-end di lezioni dirette, 150 h. Stage residenziale di 3 giorni – salute benessere e purificazione. STAGE Human Quality Improvement 20h. Rifrequenza ed assistenza al SUN1, residenziale 7 giorni 90h. Rifrequenza e assistenza volontaria al seminario base ISP min 20h. Al quarto anno: Tirocinio e supervisione Per chi fosse interessato ad implementare le conoscenze acquisite in una attività lavorativa, la Scuola offre la possibilità di un iter formativo ancora più pratico con: attività di assistenza e tirocinio ai programmi del Centro o ai programmi organizzati dagli studenti stessi; attività di supervisione sui casi portati dagli allievi, in gruppo; attività d’aula con aggiornamenti ed approfondimenti sul metodo integrativo; 8 week-end Partecipazione ad un gruppo settimanale H.Q.I. di tecniche di respirazione, (1 ora) nell’arco dei 4 anni per almeno 9 mesi. Nell’arco dei 4 anni sarà necessario aver effettuato almeno 10 sedute individuali con uno dei Docenti della Scuola, per verificare il lavoro personale. Durante il 4° anno si dovranno effettuare scambi di sedute individuali con colleghi di corso. Alla fine di ogni anno verrà effettuata una valutazione del lavoro svolto attraverso un’analisi scritta o in video del proprio percorso personale, più un elaborato su un argomento a scelta, che verrà discusso di fronte alla commissione didattica. Più una tesi finale alla fine del 3° anno. Alla fine del 4° anno lo studente dovrà portare una ricerca su un caso seguito personalmente, con i dettagli del percorso effettuato. Per il programma Young & Family a partire dal secondo anno, verranno aggiunte delle lezioni specifiche, dove è prevista la partecipazione ad attività di gruppo con bambini, ragazzi e genitori, più la preparazione e la eventuale partecipazione al campo estivo educazionale, “Il Giardino degli Elfi” residenziale di una settimana.





Articoli  top



  • LA PAURA FA SPAVENTO
  • SCUOLA DI COUNSELLING NATUROPATICO INTEGRATIVO
  • IL LAVORO SULLA POSITIVITA'- la via del “reale”
  • IL RESPIRO IL GRANDE INTEGRATORE
  • PERCHE’ RESPIRIAMO COME FORMICHE: il problema della limitatezza del respiro
  • LA RESPIRAZIONE CONSAPEVOLE- DALLA DIAGNOSTICA ALLA TERAPEUTICA

  • LA PAURA FA SPAVENTO
    “Una mente che prova una qualsiasi forma di paura non può ovviamente avere le qualità dell’amore, della simpatia, della tenerezza. La paura è l’energia distruttiva nell’uomo.” J. Krishnamurti – Sulla paura –
    Se chiedessimo alle persone direttamente: - “ma tu di cosa hai paura”, molti risponderebbero – “di niente” – o riferirebbero di qualche specifica paura o fobia (dei ragni, dei topi, delle altezze, di volare) o di qualche generica paura esistenziale (la fine del mondo, la guerra, i terroristi, un brutto male, la morte). Probabilmente l’elenco delle paure emerse da un’indagine superficiale sarebbe, generalmente scarso e breve. Questo perché gran parte delle paure che ci condizionano sono spesso inconsapevoli ed inconsce.
    La cosa più difficile per un pesce è sapere cos’è l’acqua, perché vi è immerso in maniera permanente.
    In realtà la maggior parte delle persone vive quasi perennemente in uno stato psicologico di paura, timore, ansia, apprensione, atteggiamento sospettoso e di difesa, nel dubbio, nella sfiducia, nell’incertezza, percependo uno stato di fondo di continua precarietà, pericolo ed insicurezza.
    La paura è uno dei più grossi problemi dell’umanità attuale, tra le principali cause di malattie sia fisiche che psichiche, è alla base di tutti i disturbi ansioso/depressivi nelle loro varie manifestazioni.
    Abbiamo tutti spesso paura di qualcosa e siamo spesso alleati delle nostre strategie nevrotiche di difesa: stato di allerta, tendenza alla lotta, all’attacco, alla fuga, all’evitamento ed alla rinuncia, all’ipercontrollo, alla repressione di sé, delle proprie emozioni ed istinti, alla tendenza all’inautenticità ed all’ipervigilanza.
    La paura è sempre in relazione a qualcosa.
    Conoscete le vostre paure?
    La paura di perdere il lavoro, della povertà, di arrivare in ritardo, di essere rimproverati, di non avere abbastanza (cibo, soldi, successo, stima, fascino, etc). Paura di cosa pensano gli altri di voi, del giudizio, della derisione, della critica, di fare brutta figura, di non essere all’altezza, di non essere i migliori, o di perdere la posizione e l’immagine acquisita.
    La paura che il corpo vi tradisca, del dolore, delle malattie, della morte nostra o dei nostri cari.
    Temiamo l’ira di Dio e le sue infernali punizioni, e abbiamo paura dell’aldilà. Temiamo la colpa, di sbagliare, di non essere perfetti.
    Abbiamo paura di essere dominati, manipolati, della sofferenza che nasce dalla confidenza e dall’intimità o la paura contrapposta di rimanere soli e di non arrivare mai a conoscere l’amore, e nel contempo abbiamo spesso una profonda paura di amare. C’è la paura del rifiuto, dell’abbandono, della sofferenza emotiva, della solitudine, del tempo che passa, della decadenza senile. Siamo spesso suggestionati artatamente dai media a temere per la nostra incolumità, paura dei ladri, dei terroristi, dei comunisti che mangiano i bambini e dei Rom che li rapiscono.
    Paura che il destino trami negativamente alle nostre spalle, che il futuro sia spiacevole, e mille altre ancora. Proprio oggi giorno in cui le tecnologie, la civiltà moderna ed i sistemi di sicurezza hanno garantito, almeno nei paesi più sviluppati, condizioni di sopravvivenza e di protezione come mai prima d’ora, paradossalmente abbiamo sviluppato sempre maggiori paure e timori, la gran parte inutili, irrazionali, tossiche e dannose. Produciamo circa 70.000 pensieri ogni giorno e diversi studi confermano che due terzi di questi sono connessi con paure, preoccupazioni e paranoie. Ma vediamo di comprendere cos’è la paura, questa emozione così pervasiva nella nostra esistenza, come essa si attiva ed agisce sul piano somatico e su quello psichico e quali sono i suoi aspetti utili e proficui e quali quelli disfunzionali, nevrotici, distruttivi.
    La paura può essere definita come una reazione specifica di allarme in relazione a qualche pericolo specifico (ad esempio un cane che ringhia) reale o immaginario. Infatti, essendo che la nostra coscienza non distingue un’esperienza reale da una fortemente immaginata, la reazione neuro-endocrina di allarme, di “ lotta o fuga” viene attivata a livello organico sia per esempio, dalla vista di un serpente velenoso, se li temo, sia dal fatto di credere che qualcosa di lungo ed indefinito che trovo per terra possa essere un serpente, e magari poi è solo una cintura, sia immaginando un serpente nella fantasia o nel sogno. Questo aspetto sarà fondamentale per comprendere gli aspetti nevrotici dell’autosuggestione ansiogena e paranoica legata al vizio della preoccupazione.
    Inoltre la paura è una reazione di ipervigilanza e allerta connessa all’affrontare l’ignoto, lo sconosciuto o situazioni dove viene a mancare la percezione di avere il controllo.
    LA PAURA SUL PIANO ORGANICO
    La paura istintiva è uno schema di sopravvivenza che, in relazione a una situazione percepita pericolosa, fa scattare una reazione emotiva e neuro-endocrina di allarme. Si allertano i sensi, il corpo produce sostanze eccitanti e le distribuisce velocemente dove è necessario al fine di favorire la lotta, la fuga, l’allerta ed il mimetismo, per la difesa propria e della specie. In tempi brevi si attiva una reazione di emergenza che può essere utile e congruente – se ci troviamo sull’orlo di un precipizio, veniamo aggrediti, entriamo in un banco di nebbia con la macchina o un cane ci aggredisce – .
    Il nostro sistema di paura istintiva può salvare la nostra vita e quella di altre persone; e lo ha fatto sin dall’origine dei tempi dell’umanità.
    Siamo tutti dotati di questo equipaggiamento ma alcune persone lo attivano più di altre, spesso in maniera inutile e disfunzionale a causa di un eccesso di preoccupazione o paura psichica.
    Anche il livello di stress accumulato, l’alimentazione, la cattiva respirazione portano un elevato livello di stress nervoso e di tensione muscolare, che ci porta a reagire anche al minimo allarme ed alle più lievi sollecitazioni esterne (es. trasalire per lo squillo del telefono).
    Quando questa reazione di allarme viene attivata ripetutamente per motivi sbagliati o totalmente virtuali o tende a diventare uno stato di allerta e ansia cronica e generalizzata, provoca tormento, agitazione, ipereccitabilità, cattivo rendimento, confusione, e degenera spesso in patologie psicosomatiche a carico di diversi organi interni (stomaco, intestino, cuore, etc).
    E’ una reazione quindi che va gestita correttamente al fine di permetterci di elicitare, richiamare, importanti risorse psicofisiche che ci rendono attivi, determinati, forti e combattivi se viene usata e direzionata consapevolmente; oppure può essere un vero e proprio sistema di auto sabotaggio ed autolimitazione, con diversi e sgradevoli effetti collaterali, sia relativamente alla salute psicofisica che alla qualità delle prestazioni.
    LA PAURA SUL PIANO PSICOLOGICO
    Nell’ambito virtuale del nostro dialogo interno siamo spesso concentrati su pensieri di paura e preoccupazione.
    La cosa che è importante comprendere è che le preoccupazioni sono totalmente virtuali ma creano emozioni e reazioni biologiche reali. È un pensiero che attiva una carica emotiva che se serve a progettare, pianificare, ricercare soluzioni a problemi potenziali, stimolando all’azione con determinazione. Se viene staccata correttamente quando il lavoro è finito, questa reazione diventa una risorsa preziosa. È quella abilità che ha portato l’umanità ad evolversi. Molte delle più importanti scoperte dell’essere umano sono state create sotto la spinta dell’esigenza di sicurezza e di superamento della paura. In questo modo la tendenza a preoccuparsi va vista come una spinta creativa, una sfida all’esistenza tesa al miglioramento della qualità di vita ed al problem solving.
    Il problema è che spesso la preoccupazione diviene una forma di fissazione, di ossessione, di paranoia o una forma mentis, un modo di guardare il mondo con gli occhi della paura, del dubbio, del sospetto, della sfiducia. Questo porta stress autogeno, diffidenza, cinismo, la tendenza ad un ipercontrollo ansiogeno, un’intossicazione da eccesso di stress, pessimismo, tendenza al giudizio, alla critica, alla colpa, un senso di fragilità e debolezza, propensione alla chiusura, all’evitamento, all’isolamento.
    Ecco perché è importante imparare a conoscerla ed ad acquisire mezzi e strumenti ad approccio corporeo, somato/respiratorio e cognitivo/comportamentale per gestire al meglio le nostre paure.
    Per fare ciò è fondamentale incominciare a conoscere ed a studiare le nostre paure con coraggio, amorevolmente. Perché più sfuggiamo, temiamo e combattiamo le paure, come ogni emozione, più le potenziamo. C. G. Jung ammoniva “ciò a cui resisti persiste”.
    Spesso rifuggiamo dal guardare, dall’osservare, dallo studiare e conoscere le nostre paure più profonde, perché la maggior parte di noi non sa come risolverle. Per questo può essere utile un percorso di addestramento o di terapia, guidata e specifico.
    Dott. Gianluigi Giacconi
    Psicologo H.Q.I.






    SCUOLA DI COUNSELLING NATUROPATICO INTEGRATIVO
    Erano 7 anni che desideravo poter fare questo annuncio.
    Dal 2000 al 2004 ho avuto la possibilità di dirigere la Scuola Internazionale di Naturtopatia H.Q.I., riconosciuta dall’Università Californiana di Newport. Fu un’esperienza forte e molto formativa, con allievi e docenti provenienti dalla Francia, dalla Spagna e da diverse parti d’Italia.
    Ora dopo 7 anni, arricchito da quell’esperienza e pressato dalle molteplici richieste ricevute, ho deciso che a Gennaio 2012 ripartirà un nuovo percorso di studio e di formazione personale e professionale, denominato: Scuola di Counselling Naturopatico Integrativo H.Q.I.
    Come si può evincere dal nome, l’obiettivo è creare una scuola che faccia riferimento all’approccio integrativo che da anni promuoviamo sia nell’associazione che nel Centro di Salute Integrata. Un approccio che coinvolga sia il piano psico/emotivo, che quello organico/fisiologico, che quello della coscienza e della consapevolezza di sé.
    L’obiettivo è formare degli operatori esperti nella promozione della “positività globale” dell’individuo a trecentosessanta gradi, capace di operare sia individualmente che su gruppi di persone al fine di favorire lo sviluppo integrato dell’essere, un miglioramento della qualità di vita e di relazione con sé, gli altri e la Vita e la capacità di autorealizzazione e di creazione intenzionale della realtà che desideriamo.
    La scuola (3 anni di base più un anno di tirocinio e supervisione) prevederà 8/9 week-end all’anno di lezioni esperienziali dirette in aula, più un intensivo di una settimana all’anno, più la partecipazione a stage, specifici in base anche all’orientamento che l’operatore vorrà privilegiare, più alcune sedute di lavoro individuale da spalmare nei 4 anni.
    La scuola permetterà agli studenti di specializzarsi nel lavoro con gli adulti o in quello con bambini, ragazzi e famiglie, o entrambi.
    Il percorso di studi di 900 ore per i tre anni, consentirà di iscriversi all’albo dei Counsellor della FAIP Federazione delle Associazioni Italiane di Psicoterapie e Counselling – Grosseto ed il quarto anno di 300 ore, con fasi di tirocinio e supervisione professionale, consentirà anche l’iscrizione alla FENNAP – Federazione Nazionale Naturopati Professionali.
    L’obiettivo quindi è quello di formare una nuova figura professionale con competenze relative alla consulenza in ambito psicologico, emozionale, comportamentale e razionale; ed in ambito naturopatico: alimentazione, respirazione consapevole terapeutica, attività motorie, utilizzo di integratori e prodotti naturali, (erboristici, aromaterapici, oligoelementi, vitamine, minerali, floriterapia) etc.) Nel prossimo numero del giornalino, nei nostri siti e peresso la segreteria, potrete ottenere ulteriori informazioni. Da settembre inizierò a tenere anche delle conferenze informative.
    E’ un’occasione fantastica di crescita, di formazione professionale e di acquisizione di mezzi e strumenti potenti e collaudati (compresi ISP, SUN 1 e 2, laboratori e stage H.Q.I., la psicomotricità integrativa ed il Giardino degli Elfi). Facciamo girare la voce. La scuola è tornata!
    P.S. (Ah dimenticavo, ritroverete come docenti tutti gli operatori del Centro che già conoscete; oltre a me ci saranno: Cristina, Luca, Fabrizia, Nicoletta, Ilaria, Sonia; più altri esperti in vari settori bravissimi ed allineati al nostro progetto, di cui vi parlerò in seguito).
    Dott. Gianluigi Giacconi
    Psicologo H.Q.I.






    IL LAVORO SULLA POSITIVITA'- la via del “reale”
    “Cercate di fare vostre le qualità che vi mancano, non punitevi a causa della vostra negatività, noi lavoriamo con la positività e l’amore. Non ci interessa in alcun modo la negatività, questo perché non basterebbero cento vite per ripulirsi dalle impurità. Aumentate la luce in voi.” cit. DDY
    Favorire lo sviluppo integrato dell’essere, compito primario, come da ragione sociale, della nostra Associazione e dei soci che la compongono, significa operare in tutti i campi: personale, familiare, professionale e socio/ambientale, al fine di promuovere la positività e il potere terapeutico ed evolutivo dell’Amore. Da dieci anni è ciò che abbiamo cercato di fare attraverso seminari, convegni, conferenze e pubblicazioni. E’ per questo che nel decennale di fondazione mi è venuta la voglia di definire nei dettagli cosa significa concretamente lavorare al positivo e promuovere la positività a livello fisico, emotivo, cognitivo, a livello di coscienza e di azione.
    La mente minore comprende meglio un concetto attraverso processi di comparazione, quindi ci sarà più facile comprendere la positività esplorando a fondo la negatività, il suo opposto.
    Nella pratica clinica della metodologia Human Quality Improvement, che viene utilizzata nel nostro Centro di Salute Integrata ad Udine, abbiamo verificato che ciò che determina la buona qualità dei processi vitali, rigenerativi ed evolutivi del vivente, dalla monocellula in su è, in sintesi: NUTRIMENTO CORRETTO – EVACUAZIONE CORRETTA. Decondizionarsi, depurarsi, su tutti i piani da ciò che inquina, intossica, avvelena soma e psiche, e ricercare ciò che per ognuno rappresenta “cibo che nutre ed acqua che disseta veramente”, cioè ciò che ci fa realmente stare bene.
    “Medicina significa aiutare la gente ad ottenere ciò che nella vita è buono” Bear Heart, Uomo Medicina Navajo.
    Il progetto integrativo sia in chiave terapeutica che educativa, si dedica a selezionare quei nutrienti, in chiave organica, psichica ed esistenziale che apportano salute, felicità, armonia e che ci allineano con i ritmi e le frequenze più sane e naturali per noi.
    Anche in ambito psicologico, infatti, è importante depurarsi e decondizionarsi. Così come un corpo teso ed intossicato influenza gli umori e gli stati psichici, è anche vero che emozioni, pensieri e relazioni disfunzionali, possono essere tossici per l’anima e per il corpo, veri e propri VIRUS PSICHICI e vanno riconosciuti con precisione. Ma ancor di più è utile sapere come sviluppare positività. Se sono in una stanza buia e sono stufo dell’oscurità e desidero la luce, non serve combattere il buio, odiarlo, temerlo, colpevolizzarsi a causa del buio. Così facendo resterei sempre avvolto dall’oscurità ma carico di stati d’animo negativi. “L’obiettivo del male è di farti scendere al suo livello anche solo per combatterlo.” F. Kafka
    Educati da una cultura maschilista e belligerante, abbiamo rinforzato anche nel mondo terapeutico l’idea che il male si sconfigge combattendo, lottando, essendo forti e determinati nell’eliminarlo, nel distruggerlo.
    Molte procedure terapeutiche mediche e psicologiche attuali (dalla radio, alle chemioterapie fino ad arrivare agli psicofarmaci), sono basate sul principio di “dare contro” alla negatività. Ma il Signore Gesù Cristo ci ricordava di amare perfino il nostro nemico e che spesso la forza dell’amore è molto più potente e taumaturgica di quelle dell’odio, del conflitto e della paura.
    Cerchiamo ora di definire in maniera semplice e sintetica cosa significa negatività e positività sui vari piani.

    A LIVELLO ORGANICO - Sul piano cellulare ed ematico si può definire negatività: tensioni, stasi, tossine, veleni, squilibri nel sistema acidità/alcalinità. Si può definire l’eccesso di acidità a livello dei liquidi intra ed extra cellulari un vero e proprio elemento primario alla base di diverse patologie. Il terreno fisiologico umano è costituito al 70% da liquidi organici, in cui tutte le cellule e gli organi sono a bagno per tutta la vita. Il sovraccarico di tossine o la carenza di nutrienti essenziali può provocare seri danni al nostro organismo. Come in ogni situazione che riguardi lo stato liquido, una cattiva circolazione, la stasi o l’inquinamento dei fluidi porta stagnazione, malattie, morte.
    La carenza di ossigeno, l’eccesso di anidride carbonica nel sangue sono un elemento fondamentale di intossicazione organica e di acidificazione del terreno. Ecco quindi la necessità di operare al positivo nel concreto selezionando i nutrienti corretti a livello alimentare, depurandosi bevendo molta acqua, facendo una corretta attività motoria, ma specialmente imparando a respirare e ad ossigenarci correttamente e imparando a rilassarci profondamente. Questa è positività reale.
    Sul PIANO EMOZIONALE, possiamo riconoscere emozioni, stati d’animo e sentimenti che nutrono e altri che intossicano. Il programma che in Associazione proponiamo sull’educazione all’intelligenza emotiva si occupa proprio di insegnare a riconoscere le diverse emozioni e l’effetto che producono su di noi. Quando vivo uno stato d’animo, qualunque esso sia, dovrei sempre domandarmi: Mi serve? Mi fa stare bene? Mi toglie o mi da energia? Mi rafforza o mi indebolisce? Come ho fatto a crearlo?
    Si può ipotizzare una scala di emozioni utili, sane e benefiche, e una di emozioni parassite, tossiche, velenose.
    Alcune regole base sono: possono essere classificate negative tutte quelle emozioni che preferirei non sentire, non mostrare e che mi creano disagio, o che giudico negativamente negli altri.
    Gran parte di quelle che chiamo emozioni parassite però sono virtuali: legate al passato, al futuro o alle fantasie soggettive. Una inutile cinematografia autogena e distruttiva, originata da pensieri ma che produce sensazioni reali. Esempio: rancori, risentimenti, preoccupazioni, paranoie, colpevolizzazione, vergogna, etc.. Negare, rimuovere o reprimere costantemente certe emozioni, o coltivarle incessantemente rimanendo a lungo coinvolto in emozioni negative intense, è anche estremamente logorante e dannoso, specie a livello corporeo.
    Scegliere di coltivare le qualità del cuore, alimentare i sentimenti più elevati ed imparare ad integrare e fare pace velocemente con le emozioni più negative, evitando di entrare in conflitto con la nostra sensibilità emotiva senza però esserne dominati, significa operare concretamente sulla positività.
    Il nostro cuore, come un vaso, una coppa, bisogna saperlo svuotare e ripulire dai pesi delle emozioni più negative, alleggerirlo per vivere più a “cuor leggero” e sapere come riempirlo di luce, pace, amore, gioie e gratitudine.

    A livello dell’INTELLETTO potrebbe apparire semplice definire il “pensiero positivo” e quello negativo, anche se poi l’eccellenza nella selezione dei pensieri a cui dedicare attenzione e quelli invece da non alimentare, è complessa da perseguire. Come il cibo anche il pensiero o nutre o intossica. Non solo il contenuto ma anche la forma, il modo in cui costruiamo le nostre rappresentazioni interiori, influenza le nostre reazioni emozionali e fisiologiche. La Programmazione Neurolinguistica, una scuola americana di psicoterapia, studia da anni il linguaggio macchina più corretto per il rendimento ottimale ed il miglioramento della qualità della vita degli essere umani.
    Peter Pan riusciva a volare perché sapeva costruire pensieri felici, e dato che passiamo gran parte del tempo dedicando attenzione più alla realtà virtuale costruita dai nostri pensieri che al reale oggettivo e presente, essere in grado di selezionare i film che ci costruiamo ed orientarli al positivo è estremamente importante. Come lo è ancor di più la capacità di spegnere il “mentale” ed aprirsi al reale. Possiamo imparare a diventare più adulti, cioè smetterla di lasciarci suggestionare da ricordi o fantasie, o se proprio vogliamo la suggestione, impariamo a farla in modo positivo (ideoprogrammazione).
    Per questo il lavoro con la respirazione consapevole è fondamentale per schiarire la mente ed orientarla ad una maggiore presenza attraverso un risveglio sensoriale. Molte delle nostre rappresentazioni interiori sono automatiche, non le scegliamo (pensiero passivo lo definiva C.G. Jung), ma certamente abbiamo il 100% di possibilità di scegliere quali pensieri coltivare a quali dire “no grazie”, sostituendoli con file più nutrienti.
    In particolare è importante imparare a selezionare con attenzione i pensieri relativi a noi. Ogni IO SONO con definizione a cui ci fissiamo tende a cristallizzarmi e a costruire la nostra autovalutazione profonda, la nostra identità e il nostro valore.
    “Poniti dei limiti ed essi ti apparterranno”
    Essendo che la coscienza non distingue un’esperienza reale da una fortemente immaginata, come esemplifica l’esperienza di un incubo, si può apprendere come programmarci costruendo rappresentazioni interiori positive, vincenti ed automotivanti di noi e dei nostri atteggiamenti migliori che vogliamo potenziare. “Non giudicate se non volete essere giudicati; poiché col giudizio col quale giudicate, sarete giudicati, e con la misura con la quale misurerete, sarà misurato a voi.” Matteo 7-1.
    La positività psichica si allena anche nella neutralità, l’assenza di giudizio, la capacità come affermava Einstein di tenere gli opposti uniti il più a lungo possibile. Sviluppare elasticità intellettuale nel cambiare i contesti e le attribuzioni di significato che diamo alla realtà, cercando l’utile, il positivo, il dono, la lezione che c’è in ogni esperienza, significa operare attraverso quello che all’I.S.P. chiamiamo “attitudine integrativa”, cioè il potere della saggezza dell’amore, creando così positività, obiettività e saggezza.
    PIANO DELLA COSCIENZA- In questo ambito i due opposti si possono definire: addormentamento, reattività, automatismi, o risveglio della coscienza, della consapevolezza di sé, della propria presenza e padronanza di sé.
    Oltre a ciò, su questo piano è necessario alimentare un’ “intenzione consapevole e positiva” di praticare deliberatamente ciò che alimenta la concretezza e la positività su tutti gli altri piani e scegliere di rifiutare l’alleanza con l’oscurità, l’ombra: BUONA-VOLONTA’ e INTEGRA-AZIONE.
    Queste sono, secondo la psicologia integrativa, le basi di qualsiasi attività terapeutica, educazionale, e di crescita personale che proponiamo sia in Associazione che nel Centro di Salute Integrata di Udine.
    Positività, concretezza, lavoro sulla globalità, autodeterminazione, amore; per nutrire il Nostro omino giallo, l’essenza, il vero Sé, semplicemente.
    A questo si aggiunge poi il PIANO DELLA REALIZZAZIONE nel reale dei nostri sogni, desideri, talenti; la capacità di raggiungere i nostri obiettivi e di impegnarci per i nostri ideali, come insegnamo al SUN.
    In tutto questo possiamo diventare attivamente dei protagonisti ricordandoci sempre che “la negatività è spontanea, la positività richiede impegno, attenzione e dedicazione”.
    Nel prossimo numero vorrei esplorare un altro ambito importante di ricerca della positività e dell’amorevolezza: le relazioni interpersonali.



    IL RESPIRO IL GRANDE INTEGRATORE
    Uno degli aspetti che caratterizza fin dagli inizi il progetto di ricerca e di divulgazione della nostra Associazione, è l’esplorazione del potere della respirazione consapevole.
    Fisiologia della respirazione
    La respirazione è un atto indispensabile per la vita: il corpo umano respira dalla nascita alla morte e non può resistere che pochi minuti senza respirare, mentre può resistere giorni o più se privato di altre fonti di nutrimento.
    La funzione respiratoria va inquadrata nel più vasto ambito del ricambio energetico dei viventi: si definisce infatti respirazione ogni processo in cui si libera energia attraverso la trasformazione di materiale organico.
    Si ricordi al proposito che l’energia non può essere né creata né distrutta, ma solo mutata da una sua forma all’altra. Questo avviene, così come in tutti gli organismi, anche nel corpo umano: si trasforma e si trasferisce l’energia contenuta nei legami delle molecole del cibo ingerito e dell’ossigeno inspirato in energia per le funzioni vitali cellulari (ATP:Adenosin-Tri-Fosfato).
    Questo processo avviene durante quella che chiamiamo respirazione interna o cellulare. La respirazione esterna è invece lo scambio gassoso con l’ambiente, a cui comunemente ci riferiamo come respirazione tout-court. Questo processo avviene a livello degli alveoli polmonari, in cui il sangue venoso cede all’ambiente esterno anidride carbonica e si ricarica di ossigeno, attraverso una barriera cellulare molto sottile che consente un rapido scambio dei gas.
    Il continuo ricambio di aria necessario a garantire l’approvvigionamento di ossigeno al sangue è garantito dai movimenti respiratori (inspirazione ed espirazione).
    I polmoni sono l’organo col maggiore volume di contatto con l’esterno, molto più della pelle e dell’apparato digerente, il quale si occupa della metabolizzazione di materia più solida e grossolana in energia. I polmoni invece mangiano aria e prana (molecole di ossigeno, azoto ed altri gas in quantità minimali e cariche elettromagnetiche – ioni positivi e negativi – di cui l’aria è piena) e metabolizzano informazioni più fini e sottili. Così come per la nutrizione la qualità del cibo ed il buon funzionamento degli organi deputati favoriscono un’ottimale ingestione, digestione, assimilazione, assorbimento dei nutrienti ed evacuazione di ciò che non è utile, anche nel processo respiratorio la qualità dell’aria - sia sul piano biochimico-molecolare che su quello energo-vibrazionale, la profondità ed il buon funzionamento delle capacità polmonari favoriscono o interferiscono con le funzioni vitali della ricezione e dell’assorbimento di queste informazioni e di questi nutrienti più raffinati. Questi messaggi più sottili sono essenziali per il buon funzionamento di tutte le funzioni psichiche, delle cellule e di tutti gli organi interni, in particolare a livello del sistema nervoso, del cervello.
    La respirazione umana si può dire cardio-polmonare poiché è attraverso la circolazione e l’ossigenazione del sangue, assicurate appunto da questi due organi, che la respirazione interna e quindi la sopravvivenza dell’organismo è garantita. Torniamo ora alla respirazione interna, che chimicamente corrisponde a una combustione molto lenta. Tutte le combustioni richiedono ossigeno: se mettiamo una candela accesa sotto un bicchiere, in modo da isolarla dall’aria, dopo pochi minuti la fiamma si spegne. Allo stesso modo, per “bruciare calorie”, per estrarre energia dai nutrienti che deriviamo dal cibo, è necessario l’ossigeno, senza il quale, come la nostra candela, il corpo si spegnerebbe.
    La respirazione cosiddetta normale è in realtà un tipo di respirazione nevrotica, breve, parziale, limitata, condizionata dai blocchi perinatali,dal modo di respirare materno e dai successivi blocchi emozionali.È inoltre una respirazione tipica della vita sedentaria: gi atleti hanno un volume d’aria corrente molto maggiore. Essa non consente un’ossigenazione appropriata. Con questa modalità automatica di respirare si ha la tendenza ad usare sempre e solo un settore polmonare rispetto agli altri ed in maniera superficiale, limitando così il nostro potenziale energetico e psichico e favorendo lo sviluppo di aspetti nevrotici e di stagnazione energetica, rendendo difficile una buona comunicazione tra la pancia, il cuore e la testa.
    È interessante notare come modificazioni del respiro siano spesso espressione di diversi eventi patologici e come le patologie respiratorie possano accompagnarsi a patologie a carico di altri organi o addirittura determinarne l’insorgenza.
    La psiche influenza il respiro ed il respiro influenza la psiche: per esempio non è possibile provare ansia senza una respirazione “ansiosa”, bloccata, innaturale, e viceversa il sentirsi prigionieri, costretti entro una corazza respiratoria rigida crea angoscia.
    Questo solitamente avviene attraverso meccanismi automatici, mediati dal sistema neurovegetativo, ma le stesse interazioni reciproche tra psiche e sistema respiratorio valgono se si applica una modificazione volontaria appropriata del respiro – in particolare del ritmo e della profondità.
    La respirazione è l’unica funzione mediata dal sistema nervoso autonomo che può essere facilmente modificata dalla volontà dell’uomo, e su questo si può intervenire. La regolazione volontaria del respiro, soprattutto attraverso tecniche specifiche, è quindi uno strumento molto potente che l’uomo ha per influenzare i propri stati psicoemotivi.
    La respirazione è anche uno strumento per la conoscenza di sé. . Questo appunto perché non si può agire sul corpo e sul respiro senza contestualmente agire sulla psiche.
    CONCLUSIONI
    Il respiro è un potente mezzo per la salute, il ben-essere, l’equilibrio e l’evoluzione umana se usato consapevolmente e con perizia, comprendendo chiaramente come agiscono inspirazione ed espirazione, e le relative pause a polmoni pieni e vuoti: sul piano organico, sulla nostra sensibilità emotiva, sulle funzioni cognitive ed intellettuali e sul risveglio della coscienza e della padronanza di sé.
    A LIVELLO FISICO – Ossigenazione, nutrimento e rigenerazione cellulare. Riattivazione e riequilibrio del sistema nervoso ed endocrino. Rafforzamento delle difese immunitarie. Drenaggio delle tossine metaboliche. Potenziamento delle funzioni sensoriali. Rilassamento profondo, scioglimento delle tensioni, recupero veloce da virus e da affaticamento. Diminuzione dell’acidità tissutale. Regolazione dell’attività cerebrale. Si raddrizza la postura e migliora l’elasticità polmonare e l’attività cardiocircolatoria.
    A LIVELLO EMOZIONALE – Aumento della consapevolezza e della sensibilità emotiva. Possibilità di modulare l’intensità delle sensazioni per una migliore gestione dell’emotività. Sblocco della corazza muscolare dovuta al meccanismo repressivo. Decondizionarsi dagli stati d’animo che generano sofferenza e conflitto. Accrescere abilità dell’intelligenza emotiva.
    A LIVELLO INTELLETTUALE – Miglioramento di tutte le funzioni psichiche: concentrazione, memoria, lucidità, acutezza percettiva, capacità di analisi, sintesi e riflessione, chiarezza e calma mentale, sviluppo della creatività.
    A LIVELLO DI COSCIENZA – Maggiore connessione con la parte più profonda di sé. Silenzio interiore: migliora l’intuizione ed il sesto senso. Aumenta la consapevolezza e la padronanza di sé. Favorisce la sperimentazione di stati di estasi, di espansione della coscienza e di unione. Illumina l’interiorità.
    Inoltre la respirazione consapevole ci rende più pazienti, rilassati ed empatici nelle relazioni interpersonali, allenandoci ad osservare e lasciar fluire invece di giudicare negativamente ed entrare in conflitto.
    Nel rapporto con noi stessi, per la salute, l’armonia e l’equilibrio psicofisico, per integrare l’aspetto somatico e la parte emotiva con l’aspetto morale e razionale di noi, per una migliore vita affettiva e sessuale, per uno stile sociale e professionale di relazione più cordiale e tollerante, il respiro consapevole è un tesoro prezioso e potente.
    Da più di dieci anni diverse centinaia di persone che frequentano o hanno frequentato i nostri programmi ne sono testimoni.
    Dott. Gianluigi Giacconi
    Psicologo H.Q.I.




    PERCHE’ RESPIRIAMO COME FORMICHE: il problema della limitatezza del respiro
    I bambini sono messi al mondo negli ospedali con poca sensibilità. Viene tagliato loro il cordone ombelicale prima che i piccoli polmoni abbiano avuto il tempo di liberarsi dal fluido che li riempiva quando erano nell’utero, perciò il primo respiro del neonato è dettato dal panico e provoca un dolore lancinante perché i suoi tessuti delicati subiscono il violento ingresso dell’aria per la prima volta. La maggior parte delle persone porta le conseguenze di questo trauma, e inconsciamente non cerca mai di respirare a fondo per paura di sperimentare nuovamente quel dolore.
    Inoltre, sempre da bambini, si è imparato che il fatto di essere pienamente vivi non è accettabile per gli adulti; il fatto di avere troppa energia crea problemi. Si è quindi imparato a limitare la vitalità limitando la respirazione, in quanto più profonda è la respirazione più le sensazioni e le percezioni sono amplificate. Della serie: “Più respiro e più sento e più energia circola nel corpo, meno respiro e meno sento.” Fin dalla più tenera età impariamo che quando qualcosa è troppo spaventoso o troppo doloroso, si può attutire la sensibilità di quel momento trattenendo il respiro, ottenendo un effetto quasi anestetico. Dunque, quando si deve bloccare una risposta spontanea nei confronti dell’ambiente esterno, spesso mettiamo in atto due strategie di repressione e controllo:
    - diminuire l’ampiezza della respirazione, in questo modo s’impedisce la produzione dell’energia necessaria a favorire l’espressione del sentimento o dell’emozione “non consentiti”;
    - la seconda consiste nell’utilizzare un’energia uguale e contraria a quella che servirebbe per effettuare il movimento spontaneo. In questo secondo caso l’energia almeno uguale e contraria, viene indirizzata ai muscoli antagonisti e si inibisce così l’azione proibita, spendendo però, di fatto, moltissima energia e creando una corazza muscolare fatta di tensioni che si cronicizzato e di blocchi bio-energetici.
    Se si incoraggiano i pazienti a respirare spontaneamente e profondamente si fa un lavoro inverso a quello fatto nel corso dell’infanzia, quando si è stati costretti a contrarre il respiro per inibire la voce, i suoni e i movimenti spontanei. La tecnica del respiro consapevole aiuta così ad elaborare situazioni emozionali bloccate spesso fin dalla nascita. Quando si rispondeva: “No” si veniva sgridati, se si piangeva veniva detto: “Non piangere, che fai soffrire la mamma”, se si pestavano i piedi veniva ordinato di stare fermi.
    Le tecniche di respirazione consapevole allora aiutano a superare molte situazioni che erano state represse e rimosse dalla coscienza; limitando invece la respirazione, si possono “spegnere” delle sensazioni e dei sentimenti che non sono o non lo erano in passato accettabili per il nostro ambiente. Quando si è arrabbiati si respira in un certo modo ma, se non si continua a respirare in quel modo, è pressoché impossibile riuscire a mantenere a lungo la collera. Così quando un attore vuole stimolare uno stato d’animo collerico, lo fa respirando in quel particolare modo. Lo stesso principio si applica a tutte le sensazioni e i sentimenti. Modificando quello schema di respirazione si può “spegnere” l’eccitazione come con un interruttore.Riuscendo a modificare la nostra respirazione nevrotica e condizionata è possibile non solo sbloccare ed imparare a gestire proficuamente tutte le nostre emozioni, ma è una via concreta alla modificazione del carattere. Quindi se è vero che ogni emozione modifica il nostro modo di respirare è logico pensare che se sappiamo come agire consapevolmente sull’inspirazione e l’espirazione si può imparare ad agire concretamente sulle nostre emozioni e sentimenti.
    Tutti regolano costantemente il proprio comportamento con la respirazione, in modo inconscio, automatico; questo tipo di autoregolazione ha senza dubbio i suoi vantaggi, e aiuta efficacemente a sopravvivere: protegge contro il dolore, la paura, la collera, o l’eccitazione sessuale eccessiva, ma finisce per reprimere tutto quello che cerca di svilupparsi nell’essere umano (un desiderio eccessivo d’amore, un piacere esagerato nell’essere vicino a qualcuno di speciale, troppa gioia per il semplice fatto di essere vivi).
    Ci si sistema quindi in una gamma molto ristretta di esperienze, rinunciando a rischiare le conseguenze di un fluire libero delle sensazioni e della consapevolezza.
    Proprio come si è usato il respiro per reprimere i sentimenti, respirando in un certo modo si può nuovamente accedere a parti oscure e nascoste della psiche, e riportarle alla coscienza. Questi sentimenti non se ne sono andati, sono stati semplicemente sepolti: non riconosciuti, non sperimentati e rifiutati, continuano a vivere spesso al di fuori del nostro controllo.
    Le vecchie paure, le vecchie ferite, i vecchi risentimenti dell’infanzia continuano indirettamente a infestare le esperienze di vita, sabotando le nostre buone intenzioni di cambiamento. Con la respirazione consapevole, questi sentimenti sepolti cominciano a tornare a galla in modo da poter essere affrontati con una visione adulta e matura per essere così risolti, elaborati e guariti. Si può lavorare con calma per risolvere questi sentimenti accumulati, sperimentarli, osservarli mentre vengono vissuti, e infine lasciarli andare. Se le esperienze reali dolorose non ci hanno distrutto, permettersi di riviverle da grandi non ci ucciderà, anzi aumenterà il nostro essere vivi e sensibili. Finalmente si diventa liberi di vivere esattamente quello che accade in ogni momento. Arriva la collera: si può notarla, sperimentarla e poi osservare come sparisce con il respiro successivo, o decidere di usarla canalizzandola costruttivamente, così non c’è accumulo, non c’è ritenzione. Respirare profondamente mentre si attraversa un’esperienza spaventosa la trasforma in un’avventura di autocoscienza, potendola così gestire invece di esserne gestiti. Non può esistere ansia o angoscia (parola derivata dal latino angere-stringere) senza un blocco respiratorio con fenomeni di ipossia e conseguentemente di iperventilazione. Se controllo il respiro e lo riesco a rendere lento profondo e consapevole, l’ansia viene a mitigarsi ed è gestibile, anzi può diventare eccitante. Si può facilmente constatare questo principio nella propria esperienza:
    ansietà + ossigeno = eccitazione; come quando andiamo sulle montagne russe.
    Man mano che si diventa coscienti dei processi del corpo si impara a diventare coscienti dei processi dei pensieri e dei sentimenti, istante dopo istante, attraverso la consapevolezza del respiro. Più sono padrone del mio respiro, più divento padrone dei miei flussi di pensiero. Con la respirazione consapevole divento sempre più il burattinaio e non il burattino di me stesso e delle mie reazioni.
    Dott. Gianluigi Giacconi
    Psicologo H.Q.I.




    LA RESPIRAZIONE CONSAPEVOLE- DALLA DIAGNOSTICA ALLA TERAPEUTICA
    E’ chiaro che nell’obiettivo di definire un nuovo paradigma psicoterapico, che comprenda, come aspetto essenziale l’intervento e lo studio relativo alle modalità respiratorie individuali, scelgo, di focalizzarmi sugli aspetti tecnici della mia professione.
    Comunque queste informazioni possono essere utili non solo ai professionisti, ma anche a chi pratica o vorrebbe iniziare a comprendere il profondo effetto trasformativo che deriva da un miglioramento delle funzioni respiratorie.
    Se l’osservazione diagnostica come ho definito nell’articolo precedente è stata effettuata correttamente, ci si può interrogare su quali tecniche possano essere più idonee per migliorare, sia il quadro clinico, sia il livello globale di positività. Intesa come vitalismo generale: sul piano fisico -energia, salute, ben-essere, rilassamento - sul piano emotivo- equilibrio, capacità di contenimento e di espressione dei vissuti emotivi – sul piano intellettuale – lucidità, creatività, ragionevolezza, obiettività, orientamento positivo – sul piano coscienziale presenza, consapevolezza, padronanza di sé.
    La metodologia della R.C.T prevede l’intervento su più piani:
    1) Respirazione Consapevole: circolare o ritmica
    2) Tempi e ritmi respiratori adeguati alle esigenze emerse dalla fase diagnostica
    3) Posture e movimenti atti a potenziare l’effetto delle tecniche di respirazione o a migliorare l’elasticità polmonare o a stimolare e scaricare i centri neuro – muscolari e viscerali sul piano organico.
    4) Abbinamento agli esercizi respiratori, di fonti cromatiche - colori – specifiche, in base agli obiettivi desiderati.
    5) Supporto psicologico orientato alla comprensione dell’obiettivo e dell’effetto del lavoro che viene attuato – consapevolizzazione e partecipazione attiva del paziente, motivazione e lavoro sulla positività. Senza voler addentrarmi in modo specifico negli aspetti terapeutici desidero soffermarmi su alcuni aspetti essenziali.
    Mi riferisco all’effetto effettivo delle 4 fasi della respirazione:
    1) Inspirazione: riempire i polmoni di aria e ossigeno, di energie e informazioni, prendere ciò che serve – nutrimento.
    2) Apnea a polmoni pieni – trattenere, assimilare, prendersi il proprio tempo;
    3) Espirare: svuotarsi lasciar andare, eliminare, esprimere.
    4) Apnea a polmoni vuoti: silenzio, vuoto fertile, pazienza.

    Il terapeuta comprendendo le necessità organiche e psicologiche del paziente può intervenire su questi aspetti scegliendo tra un ampio ventaglio di tecniche.
    La respirazione circolare come diverse scuole tradizionali insegnano ( Yoga, primal therapy, respirazione olotropica, rebirthing..etc..) aiuta a smuovere e rendere consapevoli contenuti emotivi e vissuti profondi, inconsci, trattenuti e repressi. Oltre a determinare un ossigenazione elevata specialmente a livello celebrare. Utile per operare nell’ambito delle capacità di gestione emozionale.
    La respirazione ritmica è una vera arte terapeutica che può portare in tempi relativamente brevi diversi benefici concreti su diversi piani. L’aspetto preventivo di questa metodologia e l’aspetto terapeutico sono estremamente significativi, diversi anni di sperimentazione personale e di diversi colleghi che praticano le tecniche H.Q.I in Italia, in Francia e in Spagna lo possono confermare.
    L’utilizzo di questi strumenti ha trovato nella cura dei disturbi ansioso- depressivi, del disturbo da attacchi di panico, delle fobie e delle forme ossessivo- compulsive, un importante riscontro a livello di risultati nella mia attività terapeutica.
    Ma le sue possibili applicazioni sono molto più vaste. Se comprendiamo come le diverse fasi respiratorie agiscono nel reale, possiamo migliorare le qualità umane di ognuno, indipendentemente dal grado di nevrosi e di patologia presente.
    Possiamo iniziare ad occuparci del nostro respiro scoprendo il dono gratuito che ci è stato offerto, prima che sia necessario essere costretti a farlo.
    La vita chiede di essere assunta, respirata, elaborata profondamente ed il respiro consapevole è un passo concreto verso la conoscenza e la padronanza di sé. Effetti delle tecniche H.Q.I.:
    - Aumento dell’elasticità polmonare
    - Depurazione e fluidificazione del sangue
    - Miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica
    - Azione specifica di stimolo su organi interni e ghiandole endocrine
    - Rafforzamento delle difese immunologiche
    - Riequilibrio emisferico a livello cerebrale
    - Scaricamento e ricarica del sistema nervoso
    - Aumento dell’elasticità delle strutture osteo-articolari
    - Azione di rivitalizzazione, ringiovanimento
    - Rigenerazione cellulare
    - Incremento delle capacità di concentrazione, apprendimento memoria, intuizione, creatività
    - Aumento della consapevolezza e della padronanza di sé
    - Stati profondi di distensione e rilassamento
    - Miglioramento posturale della colonna vertebrale
    - Amplificazione della percezione sensoriale
    - Riequilibrio emotivo
    - Aumento dell’energia vitale su tutti i piani

    Dott. Gianluigi Giacconi
    Psicologo H.Q.I.








Appuntamenti  top



MARTEDI' 18 OTTOBRE ORE 20.30

GIOVEDI' 3 NOVEMBRE ORE 20.30

GIOVEDI' 1 DICEMBRE ORE 20.30

VENERDI' 13 GENNAIO ORE 20.30

MARTEDI' 17 GENNAIO ORE 20.30 (CODROIPO ex scuola elementare P.zza Dante)


Le conferenze si terranno tutte presso il centro, sito in via Stiria 36A, Udine.





Immagini  top




  • Il giardino degli elfi

    Laboratorio Crescere Insieme

    Attività bambini alla festa di Orgnano

  • Il giardino degli elfi

    Giardino degli Elfi – Campo Estivo -

    “Giochiamo con i colori”

  • Integra-azione

    S.U.N 1 2011

    Seminario di comunicazione ed automotivazione per uomini nuovi

  • Team Fortres 2

    S.U.N 1

    lavoriamo assieme

  • Team Fortres 2

    Luca Casale

    musicoterapeuta e docente della scuola

  • Team Fortres 2

    Giardino degli Elfi

    Take to the river, wash me in the water

  • Team Fortres 2

    S.U.N 2

    meditazione di gruppo

  • Team Fortres 2

    Luca Casale e Gianluigi Giacconi

  • Team Fortres 2

    Giardino degli elfi 2011

    “Se chiudi gli occhi cosa vedi?”

  • Team Fortres 2

    Cristina Cubesi

    Responsabile sezione Young&Family

  • Team Fortres 2

    Fabrizia Iervese

    Formatore e docente della scuola

  • Team Fortres 2

    S.U.N 1

    Lezione

  • Team Fortres 2

    Giardino degli elfi 2011

  • Team Fortres 2

    La sala corsi

  • Team Fortres 2

    La sala corsi

  • Team Fortres 2

    Il direttore didattico

    Gianluigi Giacconi: Psicologo, Counselor, Naturopata H.Q.I.











Contatti  top



Associazione culturale INTEGRA-AZIONE
Via Stiria 36/A - 33100 Udine
Telefono 0432-522278 - Fax 0432-624442
e-mail: info@scuolacounselingnaturopaticoudine.it